Dallo scorso mese di agosto, "la Repubblica" offre ai suoi lettori la possibilità di acquistare un mensile, "XL", che è la versione riveduta, corretta e allungata del vecchio inserto settimanale, "Musica!". Ogni mese, sulle pagine di "XL", trovano spazio brani di firme famose. Tra queste c'è Carlo Lucarelli che racconta nel suo stile inconfondibile un caso di cronaca legato al mondo dello show-biz. Sul numero di ottobre, Lucarelli narra il fattaccio che coinvolse Bertrand Cantat, leader dei Noir Désir, e la sua compagna Marie Trintignant. Poichè il pezzo è molto bello e reputo valga la pena farlo leggere ai più (visto che sul sito di "XL" non c'è traccia di esso), lo ripubblico qui in 2 parti. Eccovi la prima.
“Nel profondo nero dei Noir Désir: il poeta e l’assassino”

Un poeta può essere un assassino? Ma non un assassino e basta, se ci può essere un basta dopo la parola assassino, che già sarebbe sufficiente. Un brutale assassino. Un feroce assassino. Uno che picchia, e picchia, e picchia fino ad ammazzare. No. O almeno così verrebbe naturale rispondere.
Certo, Verlaine tirò un colpo di pistola a Rimbaud, ma a parte che lo ha quasi mancato, si è trattato di uno scatto d'ira particolare, per cui, per quanto mi ricordi non ci sono esempi in questo senso. E un musicista? Un bluesman, un jazzista, un rocker? Sì, lì gli esempi ci sono, come Sid Vicìous che uccide a coltellate la fidanzata Nancy. Bertrand Cantat, cantante dei Noir Désir, è tutte e tre le cose, poeta, musicista rock e assassino, poeta struggente, musicista ispirato e assassino brutale.
Come è possibile? Nei romanzi polizieschi di Augusto De Angelis, che scriveva negli anni 30, c'è il commissario De Vincenzi, un tipo strano, che ama ascoltare musica trasgressiva, perversa e negroide, come era definito il jazz, proibito negli anni del fascismo, che ad ogni omicidio si pone la stessa domanda. Sì, scoprire chi è stato è importante, ma in fondo importa poco. Il vero mistero, è il mistero dell'animo umano. Cosa si nasconde lì dentro? Perché dal punto di vista del giallo, del capire chi è stato, nel caso dell'omicidio di Marie Trintignant non c'è proprio niente da scoprire.
Inizia tutto il 27 Luglio 2003, in un albergo di Vilnius, la capitale della Lituania. Domina Plaza, terzo piano, stanza 35. Marie è a letto, coperta fino alla testa. Suo fratello Vincent è di là, nell'altra stanza della suite, con Bertrand, il fidanzato di Marie. Sono le 4 del mattino e Bertrand ha chiamato Vincent, che è arrivato subito. Lui e Marie avevano litigato, un brutto litigio, cattivo, si sono messi le mani addosso, ma adesso Marie è di là, a letto, che dorme. Vincent controlla e infatti sì, Marie è a letto e sembra tranquilla, là nella penombra. Poi però arriva il sole, a Vilnius in luglio è fresco, ma la luce è quella dell’estate, e quando illumina la camera Vincent vede che Marie non era così tranquilla come pensava. Dorme ma il suo non è un sonno normale, sta male, e soprattutto ha brutti segni sul volto, tagli, graffi, è tumefatta, e ha il naso gonfio. Vincent chiama un'ambulanza che la porta all'ospedale di Vilnius, dove Marie viene ricoverata d'urgenza.
Marie è Marie Trintignant. figlia dell'attore Jean-Louis Trintignant e della regista Nadine Marquand. Anche Marie lavora in quel campo, è un'attrice, ha quarant'anni e ha fatto un sacco di film per il cinema e per la televisione e in Francia è molto conosciuta. No, anzi, non è soltanto conosciuta, Marie, è amata. Timida, malinconica, bella senza essere bellissima, a guardarla si capisce subito che è una persona fragile e incredibilmente sensibile, quasi indifesa. Ma non è debole, Marie, non è passiva, prende posizione, e con passione, sulle cose che non le piacciono. È impegnata politicamente e socialmente, contro la guerra in Iraq, per le donne, per i diritti civili, è anche per questo che la amano in tanti.
All’ospedale di Vilnius Marie arriva alle 7 e 30 del mattino. È in coma e le sue condizioni appaiono subito gravissime. A Vilnius riceve le prime cure, ma i medici non riescono a farla uscire dal coma. Allora viene trasportata in Francia, dove subisce altre due operazioni. Ad operarla è un mago della chirurgia, il dottor Delajoux, che quando esce dalla sala operatoria per l’ultima volta rilascia alla stampa una dichiarazione rassegnata: «È in uno stato dove non esiste più sofferenza. Le ore di Marie sono contate». È vero. Marie muore poco dopo, ai primi di agosto, per un edema cerebrale. E in quel momento Bertrand, rinchiuso nel carcere di Vilnius da quella mattina di quel 27 luglio, diventa un assassino.

Un poeta può essere un assassino? Ma non un assassino e basta, se ci può essere un basta dopo la parola assassino, che già sarebbe sufficiente. Un brutale assassino. Un feroce assassino. Uno che picchia, e picchia, e picchia fino ad ammazzare. No. O almeno così verrebbe naturale rispondere.
Certo, Verlaine tirò un colpo di pistola a Rimbaud, ma a parte che lo ha quasi mancato, si è trattato di uno scatto d'ira particolare, per cui, per quanto mi ricordi non ci sono esempi in questo senso. E un musicista? Un bluesman, un jazzista, un rocker? Sì, lì gli esempi ci sono, come Sid Vicìous che uccide a coltellate la fidanzata Nancy. Bertrand Cantat, cantante dei Noir Désir, è tutte e tre le cose, poeta, musicista rock e assassino, poeta struggente, musicista ispirato e assassino brutale.
Come è possibile? Nei romanzi polizieschi di Augusto De Angelis, che scriveva negli anni 30, c'è il commissario De Vincenzi, un tipo strano, che ama ascoltare musica trasgressiva, perversa e negroide, come era definito il jazz, proibito negli anni del fascismo, che ad ogni omicidio si pone la stessa domanda. Sì, scoprire chi è stato è importante, ma in fondo importa poco. Il vero mistero, è il mistero dell'animo umano. Cosa si nasconde lì dentro? Perché dal punto di vista del giallo, del capire chi è stato, nel caso dell'omicidio di Marie Trintignant non c'è proprio niente da scoprire.
Inizia tutto il 27 Luglio 2003, in un albergo di Vilnius, la capitale della Lituania. Domina Plaza, terzo piano, stanza 35. Marie è a letto, coperta fino alla testa. Suo fratello Vincent è di là, nell'altra stanza della suite, con Bertrand, il fidanzato di Marie. Sono le 4 del mattino e Bertrand ha chiamato Vincent, che è arrivato subito. Lui e Marie avevano litigato, un brutto litigio, cattivo, si sono messi le mani addosso, ma adesso Marie è di là, a letto, che dorme. Vincent controlla e infatti sì, Marie è a letto e sembra tranquilla, là nella penombra. Poi però arriva il sole, a Vilnius in luglio è fresco, ma la luce è quella dell’estate, e quando illumina la camera Vincent vede che Marie non era così tranquilla come pensava. Dorme ma il suo non è un sonno normale, sta male, e soprattutto ha brutti segni sul volto, tagli, graffi, è tumefatta, e ha il naso gonfio. Vincent chiama un'ambulanza che la porta all'ospedale di Vilnius, dove Marie viene ricoverata d'urgenza.
Marie è Marie Trintignant. figlia dell'attore Jean-Louis Trintignant e della regista Nadine Marquand. Anche Marie lavora in quel campo, è un'attrice, ha quarant'anni e ha fatto un sacco di film per il cinema e per la televisione e in Francia è molto conosciuta. No, anzi, non è soltanto conosciuta, Marie, è amata. Timida, malinconica, bella senza essere bellissima, a guardarla si capisce subito che è una persona fragile e incredibilmente sensibile, quasi indifesa. Ma non è debole, Marie, non è passiva, prende posizione, e con passione, sulle cose che non le piacciono. È impegnata politicamente e socialmente, contro la guerra in Iraq, per le donne, per i diritti civili, è anche per questo che la amano in tanti.
All’ospedale di Vilnius Marie arriva alle 7 e 30 del mattino. È in coma e le sue condizioni appaiono subito gravissime. A Vilnius riceve le prime cure, ma i medici non riescono a farla uscire dal coma. Allora viene trasportata in Francia, dove subisce altre due operazioni. Ad operarla è un mago della chirurgia, il dottor Delajoux, che quando esce dalla sala operatoria per l’ultima volta rilascia alla stampa una dichiarazione rassegnata: «È in uno stato dove non esiste più sofferenza. Le ore di Marie sono contate». È vero. Marie muore poco dopo, ai primi di agosto, per un edema cerebrale. E in quel momento Bertrand, rinchiuso nel carcere di Vilnius da quella mattina di quel 27 luglio, diventa un assassino.
(continua...)

Carlo Lucarelli per "XL" (ottobre 2005)

Carlo Lucarelli per "XL" (ottobre 2005)
3 Comments:
-
- Anonimo said...
25/10/05 14:04bello l'articolo. volevo dirti che quasi tutti i tuoi link sono sbagliati, la fran, quello di Ranocchia..- Anonimo said...
25/10/05 14:25Ho controllato il template e credo di aver risolto tutto. Se ci dovessero essere ancora dei problemi con i link avvisami.- Associazione ImperiaParla! said...
25/10/05 18:17Storia triste, ma ammiro la tua iniziativa. Aspetto la seconda puntata. Guarderò meglio XL, lì per lì mi aveva bloccato il formato.
Post più recente Post più vecchio Home page
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)