Guardare 8 ½ e non sapere cosa dire, cosa scrivere. Forse è inevitabile. È un film così grande che ogni aggiunta è superflua. Neanche questo post ha un senso, dunque. Non ha nemmeno uno scopo se non quello di manifestare una gioia, una meraviglia, le mie, davanti ad immagini, sequenze, visioni che devono rimanere sullo schermo. Perché quello è il loro posto naturale. Raccontare un sogno non è la stessa cosa che viverlo coi propri occhi e chi starebbe ad ascoltare non potrà mai goderne abbastanza. Potrei riempire lo spazio di chissà quante battute e parlare di crisi esistenziale ed artistica (quindi della sovrapposizione di vita ed arte), di meta-cinema, di onirismo etc. etc. Ma non ne vale la pena; sarebbero, ripeto, parole in più che non hanno utilità alcuna. Quindi, lasciate perdere queste righe e fatevi trascinare da una celebre marcetta e dall'universo fuori dall'ordinario di Federico Fellini.
Tag: cinema, Federico Fellini, 8 1/2
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