Malgrado poi

Dodici e quaranta, sul treno. Giornata che merita soltanto odio. Piove e fa caldo, è la follia di marzo. Una signora distinta, dall'aria paffuta e severa sbatte nervosamente tra loro le ginocchia, massacrando tra le mani l'ombrello che le servirà. Un leggero paradosso: musica quasi brasileira in testa e lacrime sui vetri che separano dall'esterno. Le fermate inutili perché deserte, le coincidenze, i lavori perennemente in corso. Mentre aspetti di tornare a casa.

[Soundtrack: Malgrado poi - Sergio Cammariere]

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