Il fan

Fosse per me farei ravvedere le zanzare e i fan. Fornire le prime di quelle proteine che abbiamo noi umani e che a loro servono per la riproduzione non sarebbe una cattiva idea; solo che il proposito ha in sé qualcosa di arduo. Fornire i secondi di un minimo di buon senso...idem come sopra. Sia le zanzare che i fan esistono in grande quantità e questo è un dato di fatto; le zanzare "rompono", i fan hanno tutte le potenzialità di farlo.

E' giunto il momento di lasciarci alle spalle i graziosi animaletti per dedicarci alla seconda delle due categorie fin qui considerate e all'interno di questa non trattiamo della sottospecie del tifoso calcistico esagitato.

Il fan (da qui in poi "fan" è da intendersi come termine neutro) è all'apparenza una persona normale, ma cela una forza che, quando gode dell'epifania (fisica, televisiva, radiofonica etc.) dell'oggetto della sua venerazione, si manifesta in forma di gioia. In situazione di comportamento collettivo qualificabile quale "folla espressiva" (assistendo ad un concerto, ad esempio), in virtù di quella stessa forza, il fan si lascia andare ad azioni inconsuete (pianti, urla disumane, sottrazione di capelli autoinflitta), ma in verità assai innocue. Lo sono soprattutto per chi non si riconosce nella sua medesima religione, anche perché in casi di folla espressiva, egli o ella si trova tra amici. Non trova, dunque, il motivo di sferrare attacco alcuno fin quando si trova tra le ideali mura di un edificio religioso-secolare. Inoltre, il fan è etimologicamente un fan-atico, abbracciando l'accezione negativa del termine; egli/ella non solo è appassionato/a di quel cantante, di quella serie tv, di quel fumetto etc., ma ne è anche strenuo difensore dalle ingiuste critiche dei maligni. Critiche che non hanno diritto di cittadinanza al mondo, ma che, analizzate neanche tanto in profondità, appaiono, a coloro dotati di senno, come espressione di un legittimo punto di vista. Nonostante ciò, qualsiasi critica, agli occhi del fan, prende forma di eresia e in quanto tale va combattuta, ricorrendo anche ad argomenti privi di nesso logico con l'eresia contrastata, offese gratuite rivolte alla persona dell'eretico. Il fan, quindi, si fa crociato, paladino protettore dell'onore dell'idolo. Ed è in questi casi che egli/ella mostra la sua debole violenza, il suo fondamentalismo, la sua cecità, la sua incapacità di percepire un mondo altro in cui la sua religione perde di senso.

Cosa fare dunque? Nulla se non prendere atto di tutto ciò, convincendosi che non c'è modo di modificare l'immodificabile, sapendo già che una proverbiale madre s'è fatta nuovamente ingravidare e continuerà a farlo per sempre. Non c'è niente da fare. Oltre a mandare egli o ella a fanculo, si capisce.

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2 Comments:

  1. adottiamomastella said...
    eheauhaeuaheuh GRANDIOSO! Non ho parole
    Ajeje87 said...
    Ogni riferimento a fan realmente esistenti è puramente casuale, immagino. :)

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