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Il tempo corre via veloce: quattordici anni possono stare in uno schioccar di dita. Avevo nove anni. Quel giorno, mi trovavo in Viale Strasburgo, una delle strade dello shopping palermitano. Era un sabato pomeriggio come tanti altri, in compagnia dei miei. Mi sbagliavo, ma questo l'avrei saputo dopo.
Sono all'interno di un negozio d'abbigliamento; fuori la gente passeggia, chi va di fretta e chi no, libero di godersi un pomeriggio senza stress da ufficio o altro. Si intravede anche qualche gelato. Palermo è tranquilla, vive di movimenti e di rumori tipici; l'asfalto largo e il traffico che procede più o meno normalmente. Il negozio in cui mi trovo è all'incrocio tra Viale Strasburgo e Via Belgio, uno dei punti d'accesso alla città dall'autostrada che collega Mazara del Vallo a Palermo. Guardo fuori, attraverso le vetrine: tutto è normale. Fino ad un momento preciso. Quel momento in cui le sirene di alcune ambulanze squarciano la tranquillità e portano un po' di inquietudine. "Chissà cosa sarà successo". Sono passate da poco le diciotto, è ora di tornare a casa, è ora di tornare a Capaci. Certo, la distanza è irrisoria (saranno circa quindici chilometri), ma è sabato e, col traffico, non si sa mai. La nostra auto imbocca lo svincolo per Capaci e, poi, un ponte che sovrasta la A29, la Palermo-Mazara del Vallo. Si procede lentamente, io guardo verso sinistra. Verso il lato opposto all'inferno. Mi giro e vedo, gli occhi sbarrati, una voragine d'asfalto esploso, lamiere e sangue. La tensione e l'incredulità sono percepibili, c'è agitazione, voglia di sapere cosa sia appena accaduto. O meglio, a chi. Arriviamo a casa, accendiamo la tv.Il resto è noto.
L'esperienza diretta segna più di un racconto. Non per questo ricordare non è importante. Anzi, la memoria è fondamentale per le generazioni future, alle quali va consegnata una cultura diversa e propositiva. Ricordiamo tutti quel 23 maggio, ogni anno, da quattordici anni ormai. Spero solo non sia stato soltanto un inutile schioccar di dita.

6 Comments:

  1. Undine said...
    Complimenti, Lovejoy.
    Complimenti per questo post e per la sua intensità, per aver rappresentato una Palermo normale e all'oscuro di tutto prima e il dolore di ciò che avvenne poco dopo.

    Non sarà uno schioccar di dita.
    Dobbiamo ostinatamente invitare gli altri a RICORDARE e post come questo ce lo rendono possibile. Grazie.
    Anonimo said...
    Grazie a te, Undine.
    Hari Seldon said...
    Quel giorno ho sentito aprirsi dentro di me un vuoto più grande di quella voragine sull'asfalto. Quel vuoto non si è mai riempito, semmai si è allargato quando fu trucidato Borsellino. Non si vedono più uomini così, forse eccettuato Vigna, che è stato elegantemente messo a riposo.
    La speranza e la voglia di reagire sono sempre grandi, ma il vuoto rimane, per sempre
    Anonimo said...
    bel post!
    Ajeje87 said...
    bel post, veramente bello. Complimenti tonio
    Anonimo said...
    @Riccardo: hai ragione, il vuoto rimane e, paradossalmente, ne sentiamo tutti il peso. Grazie per il tuo contributo.

    @diderot & ajeje87: ragazzuoli, che devo dirvi se non "grazie"?!? :D

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