La notizia dell'aggressione a Silvio Berlusconi è vecchia di una settimana circa ma solo dopo gli ultimi sviluppi ho elaborato una piccolissima riflessione. Chi ha vinto in tutta questa faccenda? Sicuramente Berlusconi. Perdonando il suo aggressore ha fatto quello che, secondo il mio modestissimo parere, doveva fare anche se non sono sicurissimo che non si tratti di una strumentalizzazione. Non m'interessa. Quello che emerge è la riconquista della ribalta a scapito dei suoi cortigiani che avevano urlato alla scandalo della scarcerazione di Roberto Dal Bosco (l'aggressore). Immagino Berlusconi che dice ai suoi: "Zitti, non avete capito nulla! Adesso sistemo tutto io". Da parte del Presidente del Consiglio un'uscita davvero signorile. Escono maluccio certi pacifisti, che hanno inneggiato al novello "Enrico Toti", il quale ha rimediato un po' di pubblicità e una brutta figura.
Non si può essere pacifisti a metà. Che sia ben inteso: mi sento parte del mondo pacifista, quello che davvero sogna un mondo diverso senza il ricorso delle armi, un ricorso sostenuto da tante bugie. Da persona di sinistra ripeto che non si può essere pacifisti a metà. L'aspetto più ridicolo in una parte del movimento pacifista sta nel voler fare il mondo un posto vivibile e IN PACE PER TUTTI tendendo ad ESCLUDERE chi la pensa diversamente. Si vede che oggi, per alcuni, essere "NON ALLINEATI" o "ALTERNATIVI" o "NO GLOBAL" è DI MODA.

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